Il paese dove crescono le prugne

Stivor (Bosnia): un’emigrazione dimenticata per decenni

di Alberto Zandonati

 

La pioggia che non smette mai, l’acqua che porta via i campi e il futuro. Tra il 1881 e il 1882 la Valsugana era così, stretta tra nuvole basse e torrenti in piena. Allora bisogna vendersi casa e i pochi gioielli di famiglia per pagare l’unico viaggio della vita, perché sai che per il Brasile non c’è andata e ritorno. Scoprire poi che la crudeltà del destino è un’invenzione letteraria perché è la cattiveria di uno solo che promette biglietti e invece ruba soldi e speranze. Erano anche tempi di Asburgo e di Impero austro- ungarico, che aveva appena acquisito l’amministrazione della Bosnia Erzegovina dal vicino Turco, che fino a pochi anni prima si affacciava su Venezia e bussava alle porte di Vienna.

Guido Lorenzi, “Stivor, ritorno a casa”. Museo Usi Gente Trentina Editore. Trento, 1980.
martedì, 2 marzo 2010

Emigrazione italiana nei territori settentrionali dell’ ex-Jugoslavia

La lingua italiana si trova presente nei Balcani occidentali anche per via dell’emigrazione italiana, e non solo per ragioni collegate all’ etnia neolatina autoctona della regione. Infatti dopo l’ Unita’ d’Italia si e’ avuto un notevole flusso di emigrazione dall’Italia unita verso l’attuale Bosnia, Croazia, Slovenia e Dalmazia.

STIVOR, TRA LEGENDA E REALTA'

 

Stivor, come colonia trentina, nacque attorno agli anni '90. Al momento del loro arrivo in questa terra bosniaca i coloni ottennero ai dintorni di Palackovci, Babanovci, Velika Ilova, Glogovac, Jadovica, Modran, Sibovska, Prnjavor, Kulasi e Doboj delle terre da coltivare. Nei primi anni di permanenza l'emigrazione trentina in Bosnia fu caratterizzata da un forte dinamismo. I trentini giunti in terra slava furono gettati allo sbaraglio nelle foreste e nelle terre incolte disponibili. Dal 1883 agli anni '90 assistiamo ad una sorta di disperato vagabondaggio da parte delle famiglie trentine che si trovano costrette a cercare un provvisorio riparo. Le stese famiglie avevano visitato più di una zona prima di trovare la loro definitiva sistemazione a Stivor. La decisione di abbandonare le terre concesse dal governo austriaco per portarsi in altre zone era dettata da due motivazioni: la ricerca di una terra migliore ed il desiderio di avvicinarsi ai propri conterranei.


Stivor,1930 circa. Gruppo di emigrati.